Autore: admin

  • Down to the river to pray

    La melodia del brano che eseguiremo tra poco deriva direttamente da un canto di una piccola tribù di indiani americani, gli Hupa. Nel 1850, quando furono scoperti, vivevano in una remota valle della California del Nord, oggi ai confini con l’Oregon. Il dialetto originale, gutturale e duro, era difficile da interpretare. Le parole che utilizziamo noi “visi pallidi”, oggi, risentono della nostra cultura.

    Immutata nel tempo è invece l’intensità della melodia, tipica, quasi sospesa, e dei cori in risposta che, oggi come allora, creano forti suggestioni.

    Down to the river to pray.

  • Alla fiera di mastr’Andrè

    Dal mondo napoletano arriva questa divertente canzone. All’inizio sembra una filastrocca per bambini, addirittura con l’imitazione degli strumenti musicali. In realtà è una dolce canzone d’amore, nella quale lo strumento più bello è il cuore che batte all’impazzata di amore per lei, la donna amata. Gli strumenti musicali servono a comporre la serenata, sperando di fare breccia nel cuore di lei.

    Nell’armonizzazione di Gianni MALATESTA: Alla fiera di mastr’Andrè

  • 19 Dicembre – Auditorium Parco della Musica

    logoafronLunedì 19/12, alle ore 21.00, concerto di Natale presso l’Auditorium Parco della Musica, nel teatro studio.

    Il concerto è volto ad aiutare Oncologia per l’Africa, una ONLUS che opera nel settore dell’assistenza sanitaria con finalità di solidarietà sociale, realizzando programmi d’informazione, prevenzione e cura del cancro a favore della popolazione africana. Per assistere al concerto è necessaria la prenotazione.

    PER PRENOTAZIONI:
    tel: 06.45434464 – 3486383716
    mail: natale2011@afron.org

    teatro_studio_PDM

    Programma della serata:

    PRIMO TEMPO

    i Dodecafonici

    Rielaborazioni per sei voci maschili a cappella di brani popolari da tutto il mondo, madrigali e modern standard e brani natalizi.

    The lion sleeps tonight
    Matona mia cara
    Le betulle
    Adeste fideles
    Down to the river to pray
    A’ la claire fontaine
    Nina nana de san gaetan
    You are the new day
    Venite o pastori
    Honey pie

     

    SECONDO TEMPO

    Soprano: Valeria De Seta
    Violino: Marika Mazzotta
    Pianoforte: Vera Mazzotta

    Brani tratti da alcuni fra i musical e film più famosi.

    Smile (da ‘La vita è bella’)
    Moon river (da ‘Colazione da Tiffany’)
    I don’t know how to love him (da ‘JesusChrist Superstar’)
    Don’t cry for me Argentina (da Evita’)
    Se (da ‘Nuovo Cinema Paradiso’)
    Over the rainbow (da ‘l mago di Oz’)
    The sound of music (da ‘The sound of music’)
    My favorite things (da ‘ The sound of music’)
    I could have danced all night (da ‘My fair lady’)
    Memory (da ‘Cats’)
    Africa (Medley di A. Buccarella)

  • Un breve profilo dei Dodecafonici

    Un breve profilo dei Dodecafonici

    Eravamo ragazzi quando iniziammo a cantare in un coro. In un coro con oltre cinquanta persone e un direttore. Per molti di noi la formazione musicale iniziò proprio lì.
    In quella nostra prima esperienza insieme avevamo un direttore vero: Lamberto Pietropoli, un pezzo della storia musicale italiana. Chiunque abbia avuto un tale privilegio lo porta attaccato addosso. Per tutta la vita. 

     

    Fin dall’inizio, però, la sensazione di anonimato del cantare in una sezione corposa in un coro ancor più corposo ci portò a fondare al suo interno un coro Junior, composto dai sei o sette giovanissimi, che azzardava brani più spericolati e adatti a degli adolescenti che crescevano con quel “privilegio” attaccato addosso.

     

    Come spesso accade, poi, la vita poi ci portò lontani gli uni dagli altri, il lavoro, i matrimoni: insomma stavamo crescendo. 

     Fu nel 2007 che Stefano, con una telefonata del tutto inattesa, ci ricordò che quella parte di noi non era morta, ma solo in letargo. Le nostre vite si erano oramai assestate e si poteva ricominciare, come se mai ci fossimo fermati. Il coro Junior poteva riprendere il cammino da dove lo aveva lasciato. 

     

    12FCi volle qualche anno per capire quale fosse l’assetto che cercavamo. Partimmo per essere in dodici, e da qui il nome “i Dodecafonici”. Ma in dodici non cantammo mai. Forse in undici, una volta. E poi la storia del direttore. A chi avremmo voluto delegare le redini della nostra musica limitando quindi di fatto il nostro contributo individuale? All’inizio dirigevamo un po’ tutti, a rotazione. Era divertente, ma non risolutivo. Poi l’idea di ridurre l’organico a sei abolendo il direttore cominciò a farsi largo. Detto fatto. Ora siamo in sei (del gruppo iniziale restano i due Stefani, Marco e Bruno; Riccardo e Francesco si sono uniti a noi successivamente) e cantiamo senza un direttore.  

     

    In sei non si può sbagliare, ognuno canta la sua parte, da solo. Non da solista, o almeno non sempre. Da solo: non ci si può distrarre perché non si ha un vicino cui appoggiarsi; non si può prendere fiato dove si vuole, contando sull’aiuto della propria sezione.
     

    L’altra sfida è cantare senza direttore: bisogna imparare a respirare tutti insieme, ad avvertire cosa fanno gli altri sviluppando istinti meravigliosi, maturando una grande fiducia reciproca; bisogna capire come il proprio ruolo si snoda fra le note, dove forte, dove piano, in un gioco di squadra naturale.

     maramao

    Cantare in sei è emozionante, è adrenalinico.

     

    Ma cosa canta un gruppo di sei insospettabili cinquantenni, soprattutto senza un direttore che sceglie per loro? Quello che vuole, spaziando nell’immenso patrimonio musicale. Si discute, si propone, si prova. Ci sono brani che “entrano” subito e altri che proprio non fanno per noi. Forse sono i brani che cercano noi; e se ci trovano allora il gioco è fatto. Cantiamo i Muppet come Di Lasso; cantiamo le canzoni della nostra Roma come Rossini; il Quartetto Cetra e il trio Lescano; Baglioni e Billy Joel; musica popolare da tutto il mondo e verso la fine dell’anno brani natalizi.

     

    Ci piace cantare: non lo facciamo per professione, ma ci impegniamo come se così fosse. Ci piace condividere questo nostro piacere con un pubblico che ci dimostra sempre tanto affetto e calore e con altri cori con cui spesso amiamo condividere le gioie di un palco. Lo facciamo a Roma, in Italia, e qualche volta anche all’estero. E’ un mondo in cui si conoscono tante belle persone.

     

    Alla ricerca continua di spunti per migliorare, nel Maggio del 2012 abbiamo partecipato ad una masterclass con Philip Lawson, il baritono dei King’s Singers, e sempre con Lawson, nel Settebre del 2016 abbiamo organizzato un finesettimana di workshop presso la nostra sede romana.

    Da qualche anno collaboriamo con Claudia Favaro, grande amica e curatrice di molte delle armonizzazioni che propongono durante le esibizioni.

  • Riccardo

    Riccardo

     

    Romano e orgogliosamente romanista, ho nutrito una grande passione per il canto fin dalla tenera età della scuola elementare, quando presi parte di un piccolo coro che riuscì a vincere un Festival rivolto a numerose classi di diverse scuole romane.

    Ho proseguito la passione per il canto e per la musica fino alla scuola media, al termine della quale ero seriamente desideroso di iscrivermi al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma.
    Alla fine, però, seguii un’altra grande passione, le materie scientifiche…..ed oggi esercito con soddisfazione la professione di Ingegnere nel campo dell’energia elettrica.

    Ma il canto mi è rimasto nel cuore, così tanto da spingermi, ad inizio 2012, a cogliere al volo l’opportunità di unirmi ai bassi di un coro misto formatosi circa un anno prima tra colleghi della mia stessa azienda.

    Dopo 2 anni pieni di attività con gli amici del coro misto, ecco, però, che mi si presenta un’ulteriore grande occasione…quella di entrare a far parte dei Dodecafonici…..ed è così che, dall’inizio del 2014, mi ritrovo a vivere questa bellissima e sfidante esperienza, che non solo mi sta consentendo di approfondire ancor di più la passione per il canto corale, ma mi ha già dato l’opportunità di conoscere degli splendidi amici….

    “La mia idea è che c’è musica nell’aria, musica tutto intorno a noi; il mondo è pieno di musica, e tu semplicemente ne prendi quanto ne necessiti” (Edward Elgar)

  • Stefano

    Stefano

    Stefano Piattella nasce musicalmente nel 1966 quando, con una chitarrina regalatagli dai genitori, inizia a strimpellare la nota canzone “una bambolina che fa no no no” di Michel Polnareff.

    Dopo alcuni anni, durante i quali approfondisce lo studio della chitarra da autodidatta, nel 1975 forma il gruppo rock “Manifesto Murale” con il quale produce sia musica originale che cover di note band. L’esperienza si chiude alla fine degli anni ’70 ma prosegue per altri due anni con l’amico Paolo Santerini insieme al quale sperimenta brani musicali di vari periodi per chitarra e flauto.

    All’inizio degli anni ’80 nasce uno spiccato interesse per la voce e per il canto a cappella che lo portano ad entrare prima, nel coro del CAI di Roma dove incontra Stefania che diventerà sua moglie, per passare poi, nel 1982, al Coroanaroma sotto la magistrale direzione del Maestro Lamberto Pietropoli.

    Nel frattempo, si laurea in Ingegneria elettronica con una tesi, guarda caso, proprio sulla progettazione di una scheda per la sintesi del suono.

    Si giunge così al 2007 quando, insieme ad alcuni coristi di vecchio corso, decide di costituire il complesso vocale de “I Dodecafonici”.

  • Bruno

    Bruno

    La mia “carriera” musicale inizia ai tempi del liceo quando suonavo la chitarra e cantavo con Filippo e Paolo, amici di sempre.  

    A diciotto anni sono entrato nel coro ANA, allora diretto da Lamberto Pietropoli, e, come gli altri fortunati miei giovanissimi colleghi, sono rimasto folgorato dall’approccio del grande maestro. Ho imparato da lui ad amare le atmosfere, i riverberi, le sfumature rubate, le dissonanze guidate, le anticipazioni e i giochi delle voci. Ogni angolo o volta di pietra o di legno era  perfetto per provare accordi: magari solo pochi attimi, per lasciare un suono.

    Oggi passati i 50 anni, ascolto ogni tipo di musica, prima fra tutte il prog inglese degli anni ’70.

    Da quando abbiamo messo in piedi i Dodecafonici mi trovo ad avere lo stesso entusiasmo di allora, con un poco più di maturità, e qualche anno in più di musica nelle orecchie.

  • Marco

    Marco

    Laureato in matematica, ma bancario per caso (e per necessita’), forse proprio a causa di questo scollamento ho molte passioni.

    Innanzi tutto la mia famiglia (una sola moglie, Grazia, e due splendide figlie, Giorgia e Sara).

    E poi i viaggi, compatibilmente con le disponibilita’ economiche che in pochi anni sono passate da due stipendi in due a uno stipendio in quattro e se non bastasse e’ arrivato pure l’ Euro; e ancora le camminate in montagna, la fotografia (rigorosamente analogica), i formaggi e, ovviamente, la MUSICA!
    Fin da piccolo ascoltare la musica mi incantava e mi ammutoliva, poi in terza media la chitarra che ho strimpellato per qualche anno, abbandonato per oltre trenta e ripreso da poco, prima che l’artrosi mi blocchi le mani. Ascolto soprattutto il rock romantico anni settanta (ora chiamato progressive), Genesis in testa, e da poco sto approfondendo la musica classica, Bach in particolare.

    Il primo approccio con il canto corale e’ stato nel lontano 1978 col CoroAnaRoma di Lamberto Pietropoli. L’incontro con Lamberto mi ha stregato! Ricordo ancora la prima prova, che terminai stremato e con i muscoli doloranti per tutta l’energia che mi aveva tirato fuori in due ore scarse di canto. Ancora oggi, che lui non c’e’ più, ricordo la sua magia nell’armonizzare qualsiasi cosa in pochi minuti, la sua passione ed il suo sguardo magnetico.
    E cerco di riversare i suoi insegnamenti in questa nuova esperienza con i vecchi e nuovi amici dei DODECAFONICI!

     

  • StefanoDon

    StefanoDon

    Sono romano de’ Roma, nato all’ombra del cupolone.

    Forse è per questo che mi ritrovo a fare il prete, e precisamente il parroco nella parrocchia di S. Elena, zona Pigneto, in piena movida.

    Figlio di coristi, ho respirato il canto corale fin da bambino: non so nulla della musica moderna, ma conosco tutto del coro della SAT, (e altri ancora … ).

    Appena maggiorenne sono entrato nel coro ANA, e cresciuto alla scuola di quel maestro che si chiamava Lamberto PIETROPOLI.

    Così nel 2007, con altri amici, ho dato vita ai Dodecafonici, esperienza entusiasmante nonostante i nostri mediamente prossimi 50 anni.

    Il nostro nome ancora si accorda troppo con quello che riusciamo a produrre, siamo incamminati sulla strada giusta ma questo, se state leggendo queste poche righe, lo pensate anche voi!

  • Antonio

    AntE’ forte, presente e indelebile il ricordo delle piccole mani muoversi su un pianino Bontempi di colore azzurro e una chitarra mezza ‘sgarupata’ custodita in cantina.

    Di anni ne sono passati abbastanza, ma la passione per suonicchiare e canticchiare è rimasta la stessa…..anzi, si amplifica sotto la naia prendendo parte nel Coro del Battaglione Alpini L’Aquila e presenziando a varie manifestazioni militari.

    Pur essendo un abruzzese DOC di sette generazioni e forse anche di più, motivi di lavoro mi portano nella splendida città eterna e alla quale sono veramente grato. A Roma la voglia di cantare non molla e le nuove amicizie mi fanno incontrare con il G.V. CRISTALLO corale mista della Basilica di San Paolo f.l.m. e diretta dall’energico Maestro Melfa.

    Mi accorgo, però, che grande è la voglia di ritornare alle origini, il canto di tradizione alpina e di montagna si riaffaccia in me e qui si sono aperte le porte dell’acclamato COROANAROMA, il quale mi ha dato la possibilità di approdare in molti programmi televisivi e teatri di straordinaria importanza.

    Le parole molte volte faticano a spiegare le nostre emozioni, le nostre sensazioni…..attraverso la musica, il canto e come per magia tutto ciò si avvera. Non capita tutti i giorni condividere insieme ad un gruppo di amici la passione per il canto, fortunatamente abbiamo saputo approfittare….l’avventura dodecafonica continua!!!!