Categoria: Coristi attuali

  • Claudia

    Claudia

    Le cose più belle, spesso, avvengono quando meno te l’aspetti.

    Leggemmo per la prima volta il nome di Claudia come armonizzatrice di “Maramao perché sei morto”, su uno spartito.

    Il brano lo avevamo ascoltato dai “Voceversa” e ci era piaciuto moltissimo. Così appena possibile lo inserimmo nel nostro repertorio. Con Maramao qualcosa nella nostra musica e nei nostri concerti è cambiato.

    Ancora inconsapevoli delle piacevoli conseguenze cercammo di contattare Claudia grazie anche ai potenti mezzi che la tecnologia ci mette a disposizione, e ci presentammo chiedendole se, oltre a quella elaborazione, ne avesse altre. Ci mandò “Vengo anch’io e “la Vecchia Fattoria”.

    Poi la invitammo per un nostro concerto di Natale. Ecco, tutto iniziò così. 

    Oggi abbiamo diversi brani scritti o arrangiati da lei. Qualcuno proprio per noi.

    Le sue elaborazioni sono brillanti e gradevoli, e si adattano magnificamente al nostro modo di cantare. Chi ci ascolta le ama.

    Abbiamo anche conosciuto e apprezzato il coro in cui canta, il “Viva Voce” di Donnas (AO), e con loro abbiamo cantato più volte. 

  • Francesco

    Francesco

    Dall’età di sette anni mi sono accostato allo studio del pianoforte classico, grazie a lezioni private individuali presso il maestro Alexandra Petrucci. Suono tutt’oggi, da autodidatta e ho partecipato a diversi saggi e concerti di musica classica e sacra. Mi sono accostato alla musica corale all’età di dieci anni, studiando canto.
    Da tre anni mi dedico al canto lirico barocco e rinascimentale come controtenore presso diversi insegnanti e scuole, con i maestri: Alessandro Quarta, Maria Tomassi, Alessio Quaresima Escobar.
    Dal 2009 sono uno dei membri del coro di Mons. Marco Frisina, come corista tenore e organista.
    In occasione del Santo Natale, partecipo come pianista a una celebrazione presso il Ministero delle politiche agricole forestali e alimentari.
    Da due anni impartisco lezioni di teoria e pianoforte, in privato.
    Attualmente frequento il corso di “CANTO RINASCIMENTALE E BAROCCO” presso l’Istituto di studi musicali Briccialdi di Terni, seguito dal mezzo-soprano Gloria Banditelli.

  • Stefano

    Stefano

    Stefano Piattella nasce musicalmente nel 1966 quando, con una chitarrina regalatagli dai genitori, inizia a strimpellare la nota canzone “una bambolina che fa no no no” di Michel Polnareff.

    Dopo alcuni anni, durante i quali approfondisce lo studio della chitarra da autodidatta, nel 1975 forma il gruppo rock “Manifesto Murale” con il quale produce sia musica originale che cover di note band. L’esperienza si chiude alla fine degli anni ’70 ma prosegue per altri due anni con l’amico Paolo Santerini insieme al quale sperimenta brani musicali di vari periodi per chitarra e flauto.

    All’inizio degli anni ’80 nasce uno spiccato interesse per la voce e per il canto a cappella che lo portano ad entrare prima, nel coro del CAI di Roma dove incontra Stefania che diventerà sua moglie, per passare poi, nel 1982, al Coroanaroma sotto la magistrale direzione del Maestro Lamberto Pietropoli.

    Nel frattempo, si laurea in Ingegneria elettronica con una tesi, guarda caso, proprio sulla progettazione di una scheda per la sintesi del suono.

    Si giunge così al 2007 quando, insieme ad alcuni coristi di vecchio corso, decide di costituire il complesso vocale de “I Dodecafonici”.

  • Bruno

    Bruno

    La mia “carriera” musicale inizia ai tempi del liceo quando suonavo la chitarra e cantavo con Filippo e Paolo, amici di sempre.  

    A diciotto anni sono entrato nel coro ANA, allora diretto da Lamberto Pietropoli, e, come gli altri fortunati miei giovanissimi colleghi, sono rimasto folgorato dall’approccio del grande maestro. Ho imparato da lui ad amare le atmosfere, i riverberi, le sfumature rubate, le dissonanze guidate, le anticipazioni e i giochi delle voci. Ogni angolo o volta di pietra o di legno era  perfetto per provare accordi: magari solo pochi attimi, per lasciare un suono.

    Oggi passati i 50 anni, ascolto ogni tipo di musica, prima fra tutte il prog inglese degli anni ’70.

    Da quando abbiamo messo in piedi i Dodecafonici mi trovo ad avere lo stesso entusiasmo di allora, con un poco più di maturità, e qualche anno in più di musica nelle orecchie.

  • Marco

    Marco

    Laureato in matematica, ma bancario per caso (e per necessita’), forse proprio a causa di questo scollamento ho molte passioni.

    Innanzi tutto la mia famiglia (una sola moglie, Grazia, e due splendide figlie, Giorgia e Sara).

    E poi i viaggi, compatibilmente con le disponibilita’ economiche che in pochi anni sono passate da due stipendi in due a uno stipendio in quattro e se non bastasse e’ arrivato pure l’ Euro; e ancora le camminate in montagna, la fotografia (rigorosamente analogica), i formaggi e, ovviamente, la MUSICA!
    Fin da piccolo ascoltare la musica mi incantava e mi ammutoliva, poi in terza media la chitarra che ho strimpellato per qualche anno, abbandonato per oltre trenta e ripreso da poco, prima che l’artrosi mi blocchi le mani. Ascolto soprattutto il rock romantico anni settanta (ora chiamato progressive), Genesis in testa, e da poco sto approfondendo la musica classica, Bach in particolare.

    Il primo approccio con il canto corale e’ stato nel lontano 1978 col CoroAnaRoma di Lamberto Pietropoli. L’incontro con Lamberto mi ha stregato! Ricordo ancora la prima prova, che terminai stremato e con i muscoli doloranti per tutta l’energia che mi aveva tirato fuori in due ore scarse di canto. Ancora oggi, che lui non c’e’ più, ricordo la sua magia nell’armonizzare qualsiasi cosa in pochi minuti, la sua passione ed il suo sguardo magnetico.
    E cerco di riversare i suoi insegnamenti in questa nuova esperienza con i vecchi e nuovi amici dei DODECAFONICI!

     

  • StefanoDon

    StefanoDon

    Sono romano de’ Roma, nato all’ombra del cupolone.

    Forse è per questo che mi ritrovo a fare il prete, e precisamente il parroco nella parrocchia di S. Elena, zona Pigneto, in piena movida.

    Figlio di coristi, ho respirato il canto corale fin da bambino: non so nulla della musica moderna, ma conosco tutto del coro della SAT, (e altri ancora … ).

    Appena maggiorenne sono entrato nel coro ANA, e cresciuto alla scuola di quel maestro che si chiamava Lamberto PIETROPOLI.

    Così nel 2007, con altri amici, ho dato vita ai Dodecafonici, esperienza entusiasmante nonostante i nostri mediamente prossimi 50 anni.

    Il nostro nome ancora si accorda troppo con quello che riusciamo a produrre, siamo incamminati sulla strada giusta ma questo, se state leggendo queste poche righe, lo pensate anche voi!

  • Antonio

    AntE’ forte, presente e indelebile il ricordo delle piccole mani muoversi su un pianino Bontempi di colore azzurro e una chitarra mezza ‘sgarupata’ custodita in cantina.

    Di anni ne sono passati abbastanza, ma la passione per suonicchiare e canticchiare è rimasta la stessa…..anzi, si amplifica sotto la naia prendendo parte nel Coro del Battaglione Alpini L’Aquila e presenziando a varie manifestazioni militari.

    Pur essendo un abruzzese DOC di sette generazioni e forse anche di più, motivi di lavoro mi portano nella splendida città eterna e alla quale sono veramente grato. A Roma la voglia di cantare non molla e le nuove amicizie mi fanno incontrare con il G.V. CRISTALLO corale mista della Basilica di San Paolo f.l.m. e diretta dall’energico Maestro Melfa.

    Mi accorgo, però, che grande è la voglia di ritornare alle origini, il canto di tradizione alpina e di montagna si riaffaccia in me e qui si sono aperte le porte dell’acclamato COROANAROMA, il quale mi ha dato la possibilità di approdare in molti programmi televisivi e teatri di straordinaria importanza.

    Le parole molte volte faticano a spiegare le nostre emozioni, le nostre sensazioni…..attraverso la musica, il canto e come per magia tutto ciò si avvera. Non capita tutti i giorni condividere insieme ad un gruppo di amici la passione per il canto, fortunatamente abbiamo saputo approfittare….l’avventura dodecafonica continua!!!!

  • Direttore

    Non siamo mai riusciti a metterci d’accordo sull’adozione di un direttore “vero”: forse per il numero esiguo di componenti che fin dall’inizio ha caratterizzato la nostra formazione, o più probabilmente perché ognuno di noi voleva lasciare qualcosa di sè nei brani che eseguivamo. Abbiamo quindi stabilito, quasi all’unanimità, di fare autogestione. I brani ce li dirigevamo da soli, un po’ per uno. Ci piace variare, e dare impronte diverse alle esecuzioni: nessuno di noi è mai stato un direttore vero, ma credevamo fermamente che tanti “mezzi” facessero ben più di un “intero!”. Questo accadeva quando eravamo ‘tanti’.

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    Quando ci siamo ridimensionati agli attuali sei, abbiamo messo sul tavolo una importante scommessa: cantare senza direttore.

    All’inizio è stato difficile. Sia perchè chi, a turno, fino ad allora aveva guidato non riusciva a stare fermo. Sia perchè mantenere coordinata la compagine, pur limitata nel numero, richiede una attenzione del tutto particolare. Durante ogni esecuzione di un brano, non importa quanto lo si abbia studiato, le variabili sono tante. E’ dunque assolutamente necessario sentire quello che fanno gli altri, cogliere di volta in volta le sfumature espressive, le variazioni nel tempo, nei volumi. Gli attacchi e le chiusure dipendono da impercettibili movimenti. Il respiro del vicino è per noi un prezioso metronomo.

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    Oggi crediamo fermamente che, per il nostro ensemble, nessun direttore valga ben più di un “intero!”.

      

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