Lucia, la domatrice di streghe

 

lucia-manucciQuando Stefano mi disse che gli sarebbe piaciuto includere nel nostro repertorio un brano del Quartetto Cetra, la prima cosa che pensai fu: perchè non ci abbiamo pensato prima? Mi stupì ancor di più il titolo: Sette piccole streghe. Non lo conoscevo.

Mia nonna mi cantava da bambino dei "tortelli di Crapa Pelada" e io ridevo all'idea che li tenesse tutti per sé, rinunciando alla frittata dei fratelli. E poi gli animali della vecchia fattoria che immaginavo rincorrersi nella loro improbabile aia densa di suoni ritmati e ben coordinati. Noi, i nostri padri e forse i nostri nonni abbiamo goduto della musica unica del Quartetto. L'avremmo riconosciuta ovunque.

Improvvisamente sentii che nel nostro repertorio non poteva mancare almeno un brano di uno dei gruppo storici della nostra musica. Ma perchè proprio le sette piccole streghe?

Ti ascoltai, con attenzione, Lucia, mentre cantavi delle sette note che di notte non ti facevano riposare. Tata, Vigilio e Felice ti costruivano attorno una deliziosa orchestrina jazz. Un tema leggero, come spesso facevate, reso unica dalla consueta esecuzione sopraffina. C'erano infiniti spunti per una interpretazione. Quello era il nostro brano!

quartettocetraUna volta messo su, pensammo di contattarti: eri la sola in vita della mitica formazione; senza successo, ahimè. Troppi filtri burocratici! Ti avremmo voluto chiedere se ti piaceva la nostra interpretazione, armonizzata da David Ravignani (Entropie Armoniche); se, in qualche modo, vi ritrovassi lo spirito della tua interpretazione. Se ci fosse abbastanza swing. Se le nostre pause, diverse dalle tue, ti piacessero. Noi la cantiamo con quattro voci maschili: chissà cosa ne avresti pensato. La cantiamo a cappella, e con la voce imitiamo i ruoli degli strumenti musicali che ti accompagnavano...

Il brano non è uno dei più noti; forse per questo ci è piaciuto. Abbiamo giocato con il pubblico, come facevate voi. Un contagio naturale, spontaneo. Voi eravate così. La musicalità la avevate dentro.

Abbiamo appena saputo, Lucia, che non ascolterai le nostre voci, la nostra interpretazione, forse unica, di un piccolo brano quasi sconosciuto che hai interpretato cinquant'anni fa. Lo porteremo in giro, però, come se lo avessi fatto, vantandoci in silenzio di aver avuto da te una approvazione materna, un buffetto di incoraggiamento. Affinché il Quartetto non sia dimenticato, pur nelle pieghe meno note del suo immenso repertorio. E nel vostro inimitabile swing.

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