Bepi de Marzi

Chi ha cantato la montagna lo conosce, come chi sa di letteratura conosce Dante.
Chi ne ha ascoltato la musica ha provato, almeno una volta, un brivido.

Noi abbiamo cantato la montagna, tanto tempo fa. Eravamo ragazzi. L'abbiamo cantata con Lamberto Pietropoli. E con lui abbiamo cantato anche i brani di Bepi De Marzi.
BDM

Abbiamo avuto l'onore di cantare piano, e da soli, "Signore delle Cime", per un amico che ci ha lasciato. Una preghiera speciale. Il meraviglioso e struggente augurio che l'amico continui ad andare 'per le montagne del Signore'.

Abbiamo danzato sulle allegre note di Bala Marieta Bala, "... che quando bala tutti i beli balano...", e proposto la nostra serenata a "Licabella", giovani appassionati e innamorati.

Abbiamo cantato che "l'Acqua x'è morta", con l'emozione che solo la grande musica accende, quando descrive la tragedia delle cose più semplici che ci muoiono attorno, in poche sapienti note.

Questa la grandezza del "Maestro Bepi". Trame apparentemente essenziali; cose di vita quotidiana; avvenimenti comuni, vicende familiari. Tinte dalla passione che solo la musica più alta sa disegnare.

Oggi, a cinquant'anni, continuiamo a cantarlo in ampia scelta. Per scelta.

 
Bepi de Marzi scrive per coro a 4 voci. Quattro sezioni di coro, popolate di tanta gente che canta la sua musica come lui l'ha pensata e scritta.

Noi siamo in sei. Sei voci sole. Abbiamo fatto una scommessa con noi stessi: rileggere le sue interpretazioni a modo nostro, ma senza tradirne lo spirito, o il senso.

Glielo abbiamo detto, e ... dalle sue mani abbiamo ricevuto tre brani, freschi di penna. Li sentiamo nostri in un modo particolare. Li eseguiremo immaginando di camminare nei suoi boschi; sbirciando la natura con i suoi stessi occhi per catturarne il mistero. Per leggere ciò che vi è scritto come fa lui, indiscusso Maestro.

Login Form

Stay tuned!

Questo sito usa esclusivamente cookies tecnici (art. 13 del Codice privacy)

Br1soft Copyright ©. Tutti i diritti riservati.